Capo di Stato Venegazzù: 20 anni di enologia veneta – presentano Luca Gardini e Loredan Gasparini

Capo di Stato Venegazzù è arrivato a Milano e porta in degustazione 20 anni di enologia tipica veneta. Scopri tutte le sfumature di questo prestigioso vino veneto.
Dal Veneto a Milano è il viaggio fatto dall’azienda Agricola Conte Loredan Gasparini – Venegazzù, con l’intento di far apprezzare e, quindi, degustare gli ultimi anni dell’enologia tipica del territorio veneto.

Per la precisione parliamo della zona denominata “La Marca Trevigiana”, il rilievo collinare al di sopra delle città di Treviso e Castelfranco Veneto. Un territorio ricco di storia, fin dal paleolitico. Come possiamo leggere dal sito aziendale, è possibile estrapolare quanto segue:

Per millenni il Montello è stato zona di passaggio e di caccia più che di stanziamenti umani stabili. […]. Solo in epoca Medievale si hanno i primi insediamenti significativi sul colle tutti di carattere religioso, tra le quali l’Abazia di Sant’Eustachio che si trova a Nervesa della Battaglia. Nel 1388 la Repubblica di San Marco lega alla propria storia il Montello e nel 1471 lo “bandisce” riservando il patrimonio forestale di querce per l’Arsenale e lo sviluppo navale. […] Con il Regno d’Italia si ha la promulgazione della legge Bertolini nel 1892 che suddivide in lotti il Montello nel tentativo di fruttarlo come area agricola, senza però realizzare un reale sviluppo in quanto l’area per conformazione risultava povera d’acqua e lontana dai mercati importanti.

 

Capo di Stato Venegazzù

Il capo di stato Venegazzù è la punta di diamante dell’ Azienda agricola e rappresenta una DOC nata dalla selezione di uve coltivate in Tenuta e in particolare dal vigneto storico (datato 1946) soprannominato “delle 100 piante” rappresentate principalmente da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc ed Malbec.

A questi due primi ingredienti si aggiunge poi, il microclima del Montello che contribuisce alla particolare personalità del vino in degustazione.

Queste caratteristiche in degustazione sono riuscita a percepirle tutte. Nelle annate << senti la vena acida tipica di questi vitigni e l’eleganza del territorio, grazie al microclima che gli dona quella capacità di differenziarsi e farsi sentire lungo al palato>> evidenzia Luca Gardini di gardininotes.

Dal 1997 al 2013 Capo di Stato Venegazzù

Nel 1997 ho riscontrato una nota decisamente più fresca perchè stato un periodo di caldo eccessivo, suggerisce Lorenzo. Di quelli che un produttore fatica a gestire. Il 1998 riporta sempre un tocco vegetale ma più dark (note di terra, muschio e un agrumato leggermente amarognolo), una vena acida adagiata su una base di sale che – come sostiene Gardini – induce alla seconda bevuta.

Le annate 2002 e 2003 del capo di stato Venegazzù: la prima annata purtroppo difficile perchè fredda, nonostante la precedente per niente produttiva, riporta un tocco di rovere (tannino acido) mentre il 2003 fa emergere una nota pepata e le note di un frutto più maturo come la ciliegia (tannino più polveroso). L’annata 2002 del Capo di Stato è un anno di tensione mentre il 2003 di pura espansione, sostiene Gardini.

Gli anni 2006 e 2007 sono annate caratterizzate dalle note di tamarindo, accompagnate sempre da una eleganza al naso ma dal tocco selvatico. A differenza, il 2011 e il 2012 sono state due annate poco fortunate se si pensa alle condizioni climatiche, ricorda Lorenzo Palla titolare dell’azienda agricola Loredan Gasparini, ma riportano le note di legno equilibrate che non cambiano il sapore. L’immediatezza e la freschezza enfatizzano.

Capo di Stato Venegazzù – Una storia nella storia

Il Capo di Stato Venegazzù incuriosisce anche per la storia.

Infatti quando il Conte Loredan iniziò a disporre di un patrimonio viticolo, siamo negli anni 60, pensò alla realizzazione di una riserva speciale di Rosso di Venegazzù prodotto in quantità ed annate limitate. Grazie al suo pregio venne presto ricercato per molte occasioni speciali, in primis nella città di Venezia. Apprezzato anche in tutto il mondo.

I suoi estimatori più conosciuti? I Capi di Stato ed in particolare il Presidente Francese Charles de Gaulle, in onore del quale fu nominato definitivamente “Capo di Stato”.

La bottiglia si presenta con una etichetta particolare, dal colore nero e bianco, legata all’arte. La storia dell’uomo parla spesso del legame fra il vino e l’arte. Infatti il celebre artista italiano Tono Zancanaro dedicò all’elegante “Riserva” del Conte Loredan due sensuali opere capaci di esprimere la duplice anima della “uva” (femminile) che diventa “vino” (maschile).

Una “Lei” ed un “Lui” fusi nella medesima essenza. Da quel momento “Des Roses pour Madame” e “…pour Monsieur la Bombe” diventano l’immagine in etichetta.

Un po’ per pudore estetico, nel corso degli anni l’etichetta subì modifiche ma la produzione del vino continua con la sola etichetta del “LUI” però riservando il “LEI” alle occasioni particolari e speciali.

Partecipare e scoprire le note di CAPO DI STATO è stato per me un vero piacere! Se desideri acquistarlo scopri la cantina nel link a fondo pagina. Personalmente lo considero un vinoda abbinare a piatti di carne rossa oppure un piatto dal sapore deciso.

Scegli l’annata giusta… stappa con me il 2012! 🙂

Cheers,

La Rasdora

 

 

LUCA GARDINI – GARDINI NOTES

Nato in Romagna e fin da subito dimostra di essere un predestinato al mondo del vino. Mondo non nuovo alla famiglia.

Nel tempo Luca Gardini è diventato un esperto, comunicatore e opinion leader con una lunga carriera nel settore. Il primo corso come sommelier a 14 anni.

A oggi fa parte del più grande motore di ricerca enologica al mondo, wine-searcher. Ogni Venerdì presenzia la pagina della Gazzetta dello Sport, con la rubrica Gazza Golosa e sovraintende la GuI migliori 100 vini e vignanoli d’Italia insieme a Luciano Ferraro.

Con lui anche Sissi Baratella, la prima Lady Wine Killer della storia.

Enologa veronese, che collabora e coordina gardininotes.com fin dalla sua fondazione. Oltre a essere membro della commissione d’assaggio della Gazzetta dello Sport.

 

AZIENDA LOREDAN GASPARINI – Venegazzù

Nella Marca Trevigiana (quella di Volpago del Montello – Treviso) e all’interno della Villa palladiana Spineda si trova l’azienda Loredan Gasparini, completa della cantina posizionata nella casa colonica presente su di un fianco. Tutto il complesso è circondato da vigneti.

In particolare sono 47 gli ettari che circondano le strutture di lavoro e sono composti soprattutto dai vitigni Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec. I fiori all’occhiello dell’ Azienda Agricola.

Enciclopedia Treccani, pilastro del sapere italiano, ha appositamente identificato sotto la voce “Venegazzù” il nome di “… un vino pregiato rosso da tavola prodotto in quantità limitata nella zona di Venegazzù.

Un occhio di riguardo è riservato al famoso “Capo di Stato” grazie alla sua linea di storia e pregio.

Due aspetti, questi, così forti da presentare il prodotto come leggendario e oggetto di rilevanti verticali. Importanza che lo porta ad essere inserito nella pubblicazione francese dal titolo “100 Vins de Légende”.

A questi si aggiungono poi, i 23 ettari sviluppati nella Tenuta di Giavera e dedicati quasi interamente al Prosecco Superiore della DOCG ASOLO.

 

AZIENDA LOREDAN GASPARINI – Venegazzù

Gardini – notes

Autore dell'articolo: Elena

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