Carciofo: tempo di detox a tutto gusto!

Con i primi di Marzo noto bellissimi mazzi di carciofi sui banchi del mercato.

Ogni volta mi tornano in mente i ricordi di quando ero bambina e vedevo la bisnonna pulirsi le mani, con il limone, perchè il carciofo macchia ma è davvero gustoso.

Ogni volta, il pensiero va a mia bisnonna Iadi.

Per alcuni anni ha vissuto nella capitale e, di quel luogo, ne ha preso le abitudini. Non mi dimenticherò mai della sua ricetta “alla romana” sopratutto nel periodo di Pasqua.

 

Caratteristiche del carciofo

Tipico del periodo autunno – primavera, parlo dei mesi Novembre/Dicembre/Gennaio/Febbraio/Marzo/Aprile, il carciofo è la verdura di stagione più rappresentativa in cucina.

Preparato alla giuda oppure alla romana, il carciofo sprigiona sempre il proprio gusto e tutte le sostanze nutritive… Difatti,

Lo sapevi che l’acqua di cottura del carciofo è un’ottima bevanda detox? Conservane almeno un bicchiere durante la prossima preparazione. Filtra e bevi tutto d’un fiato… è amara 🙂

Da un punto di vista botanico si tratta di un’ infiorescenza, di dimensione differente, formata da bratte unite fra di loro, quelle che a un primo impatto sembrano delle squame, anche se in alcune qualità la chiusura è minore. Si trova con o senza spine.

I fiori sono riuniti in un capolino, o calatide, ed è di forma sferoidale. La parte commestibile  del carciofo è rappresentata dalla base delle brattee e dal ricettacolo, comunemente chiamato cuore.

In alcuni casi vi può essere una peluria, la barba come diceva mia bisnonna, presente al suo interno e visibile perchè fuoriesce.

Nella preparazione di una qualsiasi ricetta con questa verdura, la barba va eliminata.  Da notare che, secondo la cucina popolare, questa barba è sinonimo di carciofo vecchio quindi è necessario fare attenzione prima dell’acquisto.

 

Carciofo: una sola qualità?

Tanto che per me esiste soltanto un tipo, quello romanesco, pur essendoci diverse qualità in commercio:

  • carciofo spinoso sardo, caratterizzato da aculei molto aguzzi e brattee serrate
  • carciofo violetto di toscana, il colore violaceo lo contraddistingue rispetto alle restanti qualità di carciofo. Insieme a brattee più ondulate ed aperte e meno spinose
  • carciofo spinoso di Palermo, a differenza del toscano, la qualità sicula è di forma ovale e oblunga. Le brattee sono pià robuste e fibrose perchè devono proteggere quelle interne più tenere e mangiabili.
  • carciofo romano, detto anche mammolo perchè ricorda un fiore. Non possiede spine ed è di dimensioni maggiori rispetto a tutte le qualità di carciofo disponibili.
  • carciofo precoce di chioggia, dalla forma bombata e dal colore chiaro
  • carciofo della laguna veneta, si contraddistingue per il carattere tenero e per le piccole dimensioni
  • carciofo catanese, comunemente chiamato carciofino e caratterizzato da alcune sfumature violette sulle brattee, raccolte per altro in una forma cilindrica. Non hanno alcuna spina.

 

I benefici del carciofo

Grazie alla cinanina, contenuta nelle foglie del carciofo, contribuiamo alla riduzione del colesterolo e alla depurazione dell’organismo (fegato in particolare). Non solo, aiuta a eliminare le tossine da reni, cistifellea e intestino svolgendo una azione che possiamo chiamare “spazzino”.

Utile, come indica il “Lo sapevi che” sopra, è la tisana recuperata dall’acqua di cottura (utilizzabile anche in sostituzione del brodo vegetale nel risotto ai carciofi) oppure ottenuta dall’infusione di alcune foglie. L’amaro tipico di questa verdura può essere spento con finocchio, menta, liquerizia e melissa durante l’infusione e prima del filtraggio.

 

Dopo averti parlato di carciofi ho un certo languorino, quasi quasi mi preparo una ricettina semplice ma gustosa.

Continua a seguirmi perchè la pubblicherò qui,

a presto!

La Rasdora

Autore dell'articolo: Elena

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