Visitare Milano con Musement: Galleria Vittorio Emanuele II (parte 2)

Dal teatro alla Scala si prosegue, superando la piazza, verso il primo centro commerciale d’Italia. Continua la visita con Musement nella città meneghina. Scopri di più!

La Galleria Vittorio Emanuele a Milano

Costruita fra il 1865 e il 1867 la Galleria Vittorio Emanuele II, da un primo progetto del Mengoni doveva avere un solo braccio. Unendo così Piazza del Duomo e Piazza della Scala.

In realtà il progetto è stato modificato e la galleria ha preso forma con 4 quattro braccia che si riuniscono sotto la cupola centrale. Ci sono voluti altri 10 anni per realizzare la facciata di accesso, il grande arco all’ingresso di Piazza del Duomo.

Per l’epoca la Galleria era il luogo più moderno, furono utilizzati materiali di costruzione che erano inusuali ai tempi, per esempio il cemento armato della struttura e dei decori, il ferro e il vetro. Tutto seguendo le linee dello stile liberty. Ricordiamoci che questo era il periodo delle grandi esposizioni universali.

Nasce a scopo commerciale la Galleria, possiamo definirla il primo centro commerciale, e il Mengoni ottenne anche finanziamenti dalla società inglese ma fallì in breve tempo e vi subentrò il comune di Milano. Per un periodo gli spazi sono stati adibiti a case popolari. Solo successivamente furono ristrutturati per renderli agibili alla nuova destinazione d’uso: negozi, bar, ristoranti e hotel di lusso.

È sempre stata il luogo più elegante di Milano: i nobili all’uscita della scala si spostavano al Savini, che è stato il primo ristorante ad entrare in Galleria.

In Galleria c’è una tradizione che continua nel tempo: le palle del Toro!

Quando il Mengoni ha costruito la Galleria ha realizzato anche i mosaici, mettendo nei 4 lati le insegne delle città che sono state capitali d’Italia prima di Roma. (Milano, Firenze, Roma e Torino). Ecco il toro è il simbolo di Torino e nel disegnarlo aveva realizzato dei testicoli molto grossi. I milanesi avevano preso questo disegno come portafortuna e come simbolo di fertilità. Quindi tutti gli anni, il primo dell’anno, il milanese veniva qui in Galleria per fare due giri con il tallone. In senso orario. Per avere fortuna durante tutto il resto dell’anno. Poi la galleria venne bombardata e nella ricostruzione, anche dei mosaici, il toro non aveva gli attributi della stessa dimensione ma Milano mantenne, ancora oggi, la tradizione.

Nella parte alta della cupola, ci sono 4 lunette che indicano 4 continenti e al centro c’è l’emblema dei Savoia perché l’operato è dedicato a Vittorio Emanuele II.

Nella parte finale del braccio centrale si arriva a Piazza del Duomo dove troviamo il grande arco, costruito sempre dal Mengoni nel 1875 ma la sera prima dell’inaugurazione l’architetto salì su un ponteggio, cadde e morì.

Ringrazio Musement per questa scoperta storica. Ormai siamo così abituati ad attraversare luoghi, che diamo per scontato, senza vivere ogni dettaglio che caratterizza quanto vediamo. La visita è terminata? Assolutamente, non abbiamo ancora visto il simbolo di Milano… la madonnina!

Ti aspetto per la prossima tappa,

a presto!

La Rasdora

Musement Visita acquistabile: Visita Guidata alla Galleria Vittorio Emanuele II

Musement: www.musement.com

Autore dell'articolo: Elena

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